Animal Studies 45
Rivista Italiana di Zooantropologia
Stampato: 2026 – Apeiron
Pagine 102
In questo numero
Nell’etologia filosofica, due scienze apparentemente lontane si incontrano. Ci ricordano che il comportamento animale è specie-specifico, e che quindi porta con sé un modo unico di esperire il mondo, legato in primo luogo agli apparati sensoriali che filtrano lo spazio, il tempo, e la realtà in maniera diversa. Ma ci ricordano anche che, oltre a queste specificità, che rendono il mondo vivente un caleidoscopio infinito di meraviglie, esistono dei tratti comuni, ereditati dalla filogenesi o emersi dalla condivisione degli spazi di vita. Essi fanno sì che gli altri animali non ci siano mai completamente estranei.
Quando parliamo del comportamento delle altre specie, pur nelle differenze talvolta enormi, riscontriamo delle parentele che non le potranno mai rendere veramente aliene. Il bisogno di muoversi, di mangiare, di difendersi, di riprodursi—sono metapredicati che accomunano tutti gli animali. Insieme ad altre caratteristiche più o meno numerose a seconda della prossimità tra le specie, questi tratti condivisi ci ricordano la lezione darwiniana: l’uomo non si è evoluto dalla scimmia, ma, all’interno della categoria animale a cui appartiene, è solamente il frutto di un processo di trasformazione adattativa.
Sulle ali della rivoluzione postumanista dunque, l’etologia filosofica contribuisce ad abbattere le barriere dell’antropocentrismo, troppo a lungo resistite, ricordandoci che, insieme alle altre specie, siamo cresciuti nella natura come un cespuglio e non per occupare un trono.
Animal Studies 45
Rivista Italiana di Zooantropologia
Stampato: 2026 – Apeiron
Pagine 102
| Peso | 0.150 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 24 × 17 × 1 cm |
| Formato | Cartaceo, Ebook |

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